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La rosa dei venti
La rosa dei venti è forse il simbolo nautico più conosciuto nel mondo la troviamo all'interno delle bussole di navigazione, riprodotta nelle carte nautiche
di ogni istituto idrografico, rappresentata in fini mosaici e pavimentazioni.
Definisce il rapporto tra i punti cardinali e la direzione dei venti costituendo un lessico di definizione internazionale che guida
il navigante da migliaia di anni. La nomenclatura dei venti viene dalla originaria collocazione a Malta, centro del Mediterraneo per esempio il Grecale che viene dalla Grecia, il Libeccio
che viene dalla Libia.
lLa rosa dei venti più semplice è
quella a 4 punte formata dai soli quattro punti
cardinali:
Nord anche detto settentrione, mezzanotte, borea o
tramontana
Sud anche detto meridione,
mezzogiorno oppure
ostro
Est anche detto oriente o
levante
Ovest anche detto occidente o
ponente
Tra i quattro punti cardinali principali si possono
fissare 4 punti intermedi:
Nord-Ovest anche detto
maestrale
Nord-Est anche detto
grecale
Sud-Est anche detto
scirocco
Sud-Ovest anche detto
libeccio
Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano
la rosa dei venti a 8 punte.

Tra
gli otto punti sopra individuati è possibile indicarne
altri otto ottenendo così una rosa dei venti a 16 punte.
I nuovi otto punti sono in senso orario: Nord-Nord-Est,
Est-Nord-Est, Est-Sud-Est, Sud-Sud-Est, Sud-Sud-Ovest,
Ovest-Sud-Ovest, Ovest-Nord-Ovest e Nord-Nord-Ovest.
Volendo è possibile continuare le suddivisioni
raddoppiando di volta in volta i punti intermedi.
Ai vari punti cardinali ed ai punti intermedi a questi
sono associati anche altri nomi che identificano i venti
provenienti da quelle direzioni. Infatti sono anche nomi
di venti: tramontana, bora (vento gelido che soffia da
est-nord-est), ostro (vento caldo che soffia da sud),
levante e ponente. È questa doppia corrispondenza tra
punti cardinali e nomi di venti che genera il nome rosa
dei venti.
Lo rosa dei venti è presente come immagine di sfondo in
ogni bussola.
La tramontana è un
vento freddo proveniente da nord, frequente in Liguria,
soprattutto in inverno, dove spira con particolare
violenza, in particolare allo sbocco delle valli,
causando repentini e considerevoli cali di temperatura.
Può verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo
nuvoloso e precipitazioni quando è associata ad un
sistema perturbato. Quest'ultimo caso è, appunto, quello
detto di "tramontana scura" che, nella Riviera ligure,
spinge giù dall'arco appenninico e alpino le
perturbazioni provenienti da settentrione. Per questa
ragione un proverbio ligure sentenzia: "tramuntan-na
scüa, ægua següa" ("tramontana scura, pioggia sicura").
La Bora/Grecale è
un vento catabatico nord/nord-orientale, che soffia nel
Mar Adriatico, in Grecia e in Turchia.Il nome deriva dal
fatto che è un vento settentrionale, "boreale", a cui si
rifà anche la figura mitologica greca chiamata Borea.La
Bora è famosa soprattutto a Trieste, dove soffia
specialmente in inverno ed è definita "Bora chiara" in
presenza di bel tempo o "Bora scura" in condizioni di
tempo perturbato. E' detta "porta della bora" quell'interruzione
della catena alpina (nelle alpi Giulie) tra il monte Re
(in sloveno Nanos) e il monte Nevoso (in sloveno Sneznik).
E' qui che si incanala l'aria che letteralmente casca
sull'Adriatico, investendo principalmente Trieste e
attenuandosi a Nord e a Sud, a Monfalcone e nella parte
settentrionale dell'Istria. La bora prosegue il suo
cammino lungo la direzione acquisita, giungendo a volte
fino a Venezia, a Chioggia in particolare, causando un
vivace moto ondoso. Questo tipo di vento può raggiungere
velocità di 150 kilometri all'ora. Nonostante i
triestini sano abituati a questa intensità, funi e
catene (un tempo, invero più frequentemente) vengono
spesso stese lungo i marciapiedi del centro di Trieste,
per facilitare il traffico dei pedoni nei giorni di
vento più intenso. A causa della frequenza dei giorni
ventosi, gli edifici devono essere costruiti con
opportuni criteri per sopportarne la forza.
L'occasionale caduta di una tegola sui passanti è
fortunatamente una rara eccezione.
Il
Levante è un vento generalmente debole che spira
da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il
vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo
delle Isole Baleari e soffia verso Est per raggiungere
la sua massima intensità attraverso lo Stretto di
Gibilterra. La sua influenza è sentita fino in Italia
sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale
dell'Adriatico. È un vento fresco e umido, portatore di
nebbia e precipitazioni, riconosciuto come causa di
particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca
di Gibilterra, dove può dare provocare mare agitato e
trombe marine. Il vento può manifestarsi in qualunque
periodo dell'anno, ma ricorre comunemente fra luglio e
ottobre. D'inverno, il Levante è spesso accompagnato da
piogge forti. Il nome del vento deriva da levante inteso
come Est, il punto cardinale da cui ha origine.
Lo scirocco è un vento
caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e
da altre regioni del nord Africa.
Nasce da masse d'aria tropicali calde e secche
trascinate verso nord da aree di bassa pressione in
movimento verso est sopra il Mediterraneo. L'aria calda
e secca si mischia con quella umida del movimento
ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso
orario spinge questa massa d'aria sulle coste delle
regioni del sud Europa.
Lo scirocco secca l'aria ed alza la polvere sulle coste
del Nordafrica, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo
ed umid sull'Europa. Il vento soffia per un tempo
variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte
persone attribuiscono a questo vento effetti negativi
sulla salute per via del caldo e della polvere portata
dalle coste dell'Africa e della discesa della
temperatura in Europa. La polvere può causare danni ai
dispositivi meccanici e penetrare negli edifici.
Questi venti soffiano più di frequente, con velocità
fino a 100 Km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un
massimo nei mesi di marzo e novembre.
Lo stesso vento assume il nome di jugo is Croazia e
ghibli in Libia. Lo scirocco che giunge sulle coste
francesi contiene più umidità ed assume il nome di marin.
Ostro o mezzogiorno
(dal latino Auster, vento australe) è il nome
tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mar
Mediterraneo; è anche detto vento di Mezzogiorno.
L'ostro è un vento caldo e umido portatore di piogge. I
suoi effetti sul clima italiano sono piuttosto deboli e
poco sensibili. L'Ostro è a volte identificato col
Libeccio o lo Scirocco ai quali è simile.
Libeccio
(spira da Sud Ovest), anche detto Africo o Garbino.
Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che
derivi dal fatto che nell'isola di Creta, presa come
punto di riferimento per la denominazione dei venti, il
Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente
africano).
L'altra, accreditata presso i linguisti, è che derivi
dall'arabo lebeg.
Il nome Garbino è utilizzato nell'area orientale
dell'Emilia Romagna e nel nord delle Marche. In Friuli,
nella Venezia Giulia e in Dalmazia è chiamato Garbin
Il Ponente, anche detto
Zefiro o Espero è un vento del Mar Mediterraneo che
spira da Ovest. È il vento caratteristico delle
perturbazioni atlantiche che attraversano il
mediterraneo da ovest verso est. I suoi effetti sono
sentiti soprattutto sul Mar Tirreno e sul Mare Adriatico
centro-meridionale. Il Ponente è un vento fresco tipico
dei pomeriggi estivi; così come il Libeccio può essere
portatore di maltempo.
Il maestrale è un
vento forte e freddo proveniente da Nord-Ovest, tipico
della stagione invernale, che soffia con particolare
frequenza soprattutto in Sardegna e nella Valle del
Rodano, in Francia.
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