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L’osmosi di un’imbarcazione
Lo scafo di un imbarcazione in vetroresina può essere
soggetto ad un processo di invecchiamento degenerativo
delle sue caratteristiche di resistenza e permeabilità.
Un
manufatto stratificato di resina e lana di vetro seppur
fatto con la massima attenzione e tecnologia con il
passare del tempo è destinato ad assorbire umidità: gli
scafi della barche in vetroresina stando in ambiente
marino vedono accelerato questo processo.
Attraverso la misurazione dell’umidità relativa
tramite uno strumento chiamato igrometro possiamo
conoscere quanto questo processo di invecchiamento sia
avanzato o se regredisca o aumenti.
Chiaramente più il manufatto in vetroresina risulta
compatto all'origine minore sarà l'assorbimento
dell'umidità, ovvero se la stratificazione è stata
effettuata in ambienti a umidità controllata ed magari
con tecnologia sotto vuoto diminuiranno le camere d'aria
e le microcapillarità attraverso le quali l'acqua
nebulizzata nell'aria (chiamata umidità), tramite
un'infiltrazione lenta ma inesorabile, si insedia.
Come ottenere un manufatto compatto stratificando
la resina:
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Operare in ambiente dove temperatura e umidità
sono controllati
-
Usare la tecnol0gia sottovuoto
-
Usare resine poliestere o meglio isoftalica
nella giusta diluizione cioè sufficientemente
diluite da poter entrare in tutte le camere o
microcapillarita senza perdere resistenza ed
elasticità
Definizione di resina Isoftalica:
Resina da stratificazione, con indice di assorbimento
d’acqua estremamente basso e buona resistenza agli
aggressivi chimici. Indicata per la costruzione di scafi
e manufatti destinati all’immersione, o comunque a
contatto permanente con acqua; rivestimenti
anticorrosivi di vasche, ecc. Possiede maggior
flessibilità rispetto alla resina ortoftalica, è quindi
impiegata nella realizzazione di manufatti sollecitati a
flessione, come balestre e sospensioni elastiche,
stecche per vele, carenature, ecc.
La resina Isoftalica è stata introdotta nelle maggior
parte delle costruzioni nautiche relativamente di
recente circa 10 anni ed è risultata piu resistente al
fenomeno dell'infiltrazione dell'umidità.
Il procedimento sottovuoto "Vacuum System"

E' universalmente riconosciuto come il migliore per
svariati motivi
La graduale e costante estrazione dell'aria
garantisce un'adesione e una penetrazione della resina
costante su tutta la superficie della struttura, con una
quantità considerevole di vantaggi: la maggiore
omogeneità, il rispetto del calcolo progettuale della
proporzione tra resina e struttura in lana di vetro, un
minore rilascio di esalazioni tossiche durante la
lavorazione ecc. ecc.
Ritorniamo all'osmosi
Una
volta che il manufatto si carica con il tempo di umidità
si formano all'interno dello scafo delle microcamere
dove stazionano particelle d'acqua che con il tempo
danno vita al fenomeno dell'osmosi: queste particella
d'acqua reagiscono con sostanze residuali della
lavorazione e tendono a crescere di volume creando delle
prima piccole poi più evidenti bolle con un liquido
interno denso. All'apertura di queste bolle si nota
anche un odore caratteristico simile all'acido acetico.
In caso di processi osmotici avanzati e su
barche con stratificazione approssimativa si può
verificare anche la delaminazione dello scafo.
E' chiaro che la protezione prima alla penetrazione
dell'umidità è affidata al Gelcoat strato superfiiale
che separa il manufatto di vetroresina dalla acqua
salata o dolce che sia.

A questo proposito segnalo:
-
Tempo fa, circa intorno agli anni 87/88, vennero
fornite ad alcuni dei principali cantieri europei
delle partite di Gelcoat con una catalizzazione
(indurimento) difficoltosa. A distanza di pochi anni
molte imbarcazioni dovettero essere sottoposte a
trattamenti di asportazione del Gelcoat tramite
Peeler o sabbiatura in quanto avevano manifestato da
subito tracce evidenti di osmosi sull'opera viva
(parte immersa dell'imbarcazione).
-
Sempre negli anni passati erano poco diffuse le
antivegetative auto leviganti e periodicamente gli
scafi erano sottoposti ad un procedimento di
rimozione tramite raschiatura degli strati
accumulati nel corso degli anni. Dopo l'asportazione
degli strati accumulati il gelcoat dell'opera viva
veniva carteggiato e così, drasticamente
assottigliato nello spessore, diminuiva la sua
capacità di protezione facilitando l'insorgere
dell'osmosi.
-
Eventuali stress dell'imbarcazione, urti o
utilizzi gravosi, possono favorire la
delaminazione dello scafo e il conseguente
assorbimento di umidità. Stesso effetto ma in misura
minore possono avere montaggi non corretti di passa
scafi o bulbi per le barche a vela.
-
Molto diffusi sono anche i trattamenti
antiosmosi definiti preventivi con resine
epossidiche. La resina epossidica fenomenale sotto
tanti aspetti ha però due nemici durante il periodo
di catalizzazione ed adesione: l'umidità e la
temperatura non idonea. Di conseguenza se applico la
resina epossidica come prevenzione antiosmotica su
un'imbarcazione usata devo fare i conti con la sua
umidità acquisita e con una temperatura idonea e
stabile. Spesso trattamenti preventivi non
specializzati si sono dovuti ripetere nel tempo.

DUE CONSIGLI:
"Se la barca non presenta fenomeni di osmosi non
fare un trattamento preventivo anche perchè quando un
perito la verrà a vedere, in occasione di una vendita,
non riuscirà a stabilire se il trattamento è stato fatto
per precauzione e per un effettivo stato di
deterioramento osmotico"
"Se proprio è da fare un trattamento antiosmosi
rivolgersi a centri specializzati che effettuano i
lavori rilasciando un certificato con garanzia scritta
(in genere 3 o 5 anni)."
Trattamento antiosmosi:
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Rimuovere antivegetativa e Gelcoat (gli
strumenti utilizzati possono essere diversi: Peeler,
sabbiatura, disco)
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Asciugare lo scafo tramite operazione di
riscaldamento. Periodicamente bagnare con
acqua dolce lo scafo da trattare in modo da estrarre
residui salini interni durante l'asciugatura
forzata.
Esistono anche macchine che estraggono l'umidità con
aspirazione (foto inferiore).
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Applicare l'epossidica quando i valori delle
misurazione tramite l'igrometro saranno
soddisfacenti e possibilmente con una temperatura
controllata in linea con le indicazioni del
produttore della resina epox.

Ancora una nota
Il fatto che una barca sia affetta da osmosi è da
considerarsi una caratteristica negativa ed invalidante:
infatti durante le visite di rinnovo delle notazioni di
sicurezza viene segnalato il fatto e valutato quindi se
assegnare o no il rinnovo. In pratica se una barca ha
l'osmosi questa non dovrebbe avere la licenza in corso
di validità. Come al solito in Italia questo argomento è
soggetto a varie interpretazioni a seconda del perito
incaricato della visita.
Teniamo però presente una regola fondamentale di
chiarezza nei confronti di un eventuale acquirente della
nostra imbarcazione:
" la barca che Lei sta comprando
ha presentato o presenta problemi di osmosi"
bisogna dirlo ....... |