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Author Alessio Floris


  Alessio Floris
 

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L’osmosi di un’imbarcazione

Igrometro per misurare l'osmosi.Lo scafo di un imbarcazione in vetroresina può essere soggetto ad un processo di invecchiamento degenerativo delle sue caratteristiche di resistenza e permeabilità.
Un manufatto stratificato di resina e lana di vetro seppur fatto con la massima attenzione e tecnologia con il passare del tempo è destinato ad assorbire umidità: gli scafi della barche in vetroresina stando in ambiente marino vedono accelerato questo processo.
Attraverso la misurazione dell’umidità relativa tramite uno strumento chiamato igrometro possiamo conoscere quanto questo processo di invecchiamento sia avanzato o se regredisca o aumenti.
Chiaramente più il manufatto in vetroresina risulta compatto all'origine minore sarà l'assorbimento dell'umidità, ovvero se la stratificazione è stata effettuata in ambienti a umidità controllata ed magari con tecnologia sotto vuoto diminuiranno le camere d'aria e le microcapillarità attraverso le quali l'acqua nebulizzata nell'aria (chiamata umidità), tramite un'infiltrazione lenta ma inesorabile, si insedia.

Come ottenere un manufatto compatto stratificando la resina:

  1. Operare in ambiente dove temperatura e umidità sono controllati

  2. Usare la tecnol0gia sottovuoto

  3. Usare resine poliestere o meglio isoftalica nella giusta diluizione cioè sufficientemente diluite da poter entrare in tutte le camere o microcapillarita senza perdere resistenza ed elasticità

Definizione di resina Isoftalica:

Resina da stratificazione, con indice di assorbimento d’acqua estremamente basso e buona resistenza agli aggressivi chimici. Indicata per la costruzione di scafi e manufatti destinati all’immersione, o comunque a contatto permanente con acqua; rivestimenti anticorrosivi di vasche, ecc. Possiede maggior flessibilità rispetto alla resina ortoftalica, è quindi impiegata nella realizzazione di manufatti sollecitati a flessione, come balestre e sospensioni elastiche, stecche per vele, carenature, ecc.

La resina Isoftalica è stata introdotta nelle maggior parte delle costruzioni nautiche relativamente di recente circa nei primi anni 90 ed è risultata piu resistente al fenomeno dell'infiltrazione dell'umidità.

Il procedimento sottovuoto "Vacuum System"

Stratificazione sottovuoto della poppa di un Contest

E' universalmente riconosciuto come il migliore per svariati motivi

La graduale e costante estrazione dell'aria garantisce un'adesione e una penetrazione della resina costante su tutta la superficie della struttura, con una quantità considerevole di vantaggi: la maggiore omogeneità, il rispetto del calcolo progettuale della proporzione tra resina e struttura in lana di vetro, un minore rilascio di esalazioni tossiche durante la lavorazione ecc. ecc.

Ritorniamo all'osmosi

Infiltrazione umidità e formazione osmosiUna volta che il manufatto si carica con il tempo di umidità si formano all'interno dello scafo delle microcamere dove stazionano particelle d'acqua che con il tempo danno vita al fenomeno dell'osmosi: queste particella d'acqua reagiscono con sostanze residuali della lavorazione e tendono a crescere di volume creando delle prima piccole poi più evidenti bolle con un liquido interno denso. All'apertura di queste bolle si nota anche un odore caratteristico simile all'acido acetico.

In caso di processi osmotici avanzati e  su barche con stratificazione approssimativa si può verificare anche la delaminazione dello scafo.
E' chiaro che la protezione prima alla penetrazione dell'umidità è affidata al Gelcoat strato superfiiale che separa il manufatto di vetroresina dalla acqua salata o dolce che sia.

Esempio formazione bolle osmosi

A questo proposito segnalo:

  1. Tempo fa, circa intorno agli anni 87/88, vennero fornite ad alcuni dei principali cantieri europei delle partite di Gelcoat con una catalizzazione (indurimento) difficoltosa. A distanza di pochi anni molte imbarcazioni dovettero essere sottoposte a trattamenti di asportazione del Gelcoat tramite Peeler o sabbiatura in quanto avevano manifestato da subito tracce evidenti di osmosi sull'opera viva (parte immersa dell'imbarcazione).

  2. Sempre negli anni passati erano poco diffuse le antivegetative auto leviganti e periodicamente gli scafi erano sottoposti ad un procedimento di rimozione tramite raschiatura degli strati accumulati nel corso degli anni. Dopo l'asportazione degli strati accumulati il gelcoat dell'opera viva veniva carteggiato e così, drasticamente assottigliato nello spessore, diminuiva la sua capacità di protezione facilitando l'insorgere dell'osmosi.

  3. Eventuali stress dell'imbarcazione, urti o utilizzi  gravosi, possono favorire la delaminazione dello scafo e il conseguente assorbimento di umidità. Stesso effetto ma in misura minore possono avere montaggi non corretti di passa scafi o bulbi per le barche a vela.

  4. Molto diffusi sono anche i trattamenti antiosmosi definiti preventivi con resine epossidiche. La resina epossidica fenomenale sotto tanti aspetti ha però due nemici durante il periodo di catalizzazione ed adesione: l'umidità e la temperatura non idonea. Di conseguenza se applico la resina epossidica come prevenzione antiosmotica su un'imbarcazione usata devo fare i conti con la sua umidità acquisita e con una temperatura idonea e stabile. Spesso trattamenti preventivi non specializzati si sono dovuti ripetere nel tempo.

Osmosi su una barca a vela

DUE CONSIGLI:

"Se la barca non presenta fenomeni di osmosi non fare un trattamento preventivo anche perchè quando un perito la verrà a vedere, in occasione di una vendita, non riuscirà a stabilire se il trattamento è stato fatto per precauzione e per un effettivo stato di deterioramento osmotico"

"Se proprio è da fare un trattamento antiosmosi rivolgersi a centri specializzati che effettuano i lavori rilasciando un certificato con garanzia scritta (in genere 3 o 5 anni)."

Trattamento antiosmosi:

  1. Rimuovere antivegetativa e Gelcoat (gli strumenti utilizzati possono essere diversi: Peeler, sabbiatura, disco)

  2. Asciugare lo scafo tramite operazione di riscaldamento. Periodicamente bagnare  con acqua dolce lo scafo da trattare in modo da estrarre residui salini interni durante l'asciugatura forzata.
    Esistono anche macchine che estraggono l'umidità con aspirazione (foto inferiore).

  3. Applicare l'epossidica quando i valori delle misurazione tramite l'igrometro saranno soddisfacenti e possibilmente con una temperatura controllata in linea con le indicazioni del produttore della resina epox.

Asciugatura dopo l'operazione di rimozione del Gelcoat

Ancora una nota

Il fatto che una barca sia affetta da osmosi  è da considerarsi una caratteristica negativa ed invalidante: infatti durante le visite di rinnovo delle notazioni di sicurezza viene segnalato il fatto e valutato quindi se assegnare o no il rinnovo. In pratica se una barca ha l'osmosi questa non dovrebbe avere la licenza in corso di validità. Come al solito in Italia questo argomento è soggetto a varie interpretazioni a seconda del perito incaricato della visita.
Teniamo però presente una regola fondamentale di chiarezza nei confronti di un eventuale acquirente della nostra imbarcazione:

" la barca che Lei sta comprando
ha presentato o presenta problemi di osmosi"

bisogna dirlo .......



 

                         

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