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Author Alessio Floris


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Jacques Mayol

Jacques Mayol Il Video Vai al video di Jacques Mayol

"L'homme ne mourra jamais
tant qu'il sera en mesure de rêver.
Et le rêve de l'Homo delphinus vivra
aussi longtemps
que l'homme protégera la mer."

Jacques Mayol

"La gioia di vivere, l'amore del mare  una vitalità estrema che porterà Jacques all'ultimo tuffo, il più profondo, per ricevere il definivo abbraccio del grande blu ...."

Pluriprimatista mondiale di immersioni subacquee, Jacques Mayol abitava in una splendida casa a picco sul mare a Calone, nel comune di Capoliveri all'isola d'Elba. E' stato l'avversario storico del siracusano Enzo Maiorca, l'altro re dei fondali, ed è stato il primo uomo al mondo a scendere fino a 105 metri, in apnea. Un record ottenuto proprio nelle acque dell'Isola Elba nel 1983.
Famoso nel mondo con il soprannome di "Uomo delfino", è nato nel 1927 a Shangai. Ha girato il mondo facendo molti mestieri: pianista, attore, taglialegna, cercatore di tesori, scrittore, inviato speciale, sommozzatore, cineasta, esploratore e cavia umana per molte ricerche sulla fisiologia subacquea. Ma la sua più grande passione era per il mare. Fu il primo a scendere in apnea sotto i 60 metri nel 1966, a meno 100 nel 1976 ed a meno 105, a 56 anni, nel 1983, quando stabilì il suo ultimo record.

I record del mondo in assetto variabile da 60 a 105 Mt.

  • 1966 Bahamas 60 Mt.

  • 1968 Florida 70 Mt.

  • 1970 Futo Japan 76 Mt.

  • 1973 Isola d' Elba 86 Mt.

  • 1975 Isola d' Elba 92 Mt.

  • 1976 Isola d' Elba 101 Mt.

  • 1983 Isola d' Elba 105 Mt.

Jacques Mayol e Luc Besson, il film Le Grand Blu:

L'unico protagonista di questa magnifica storia raccontata da Besson è il mare. Il mare con i suoi magnifici fondali, con i suoi misteri, con il suo accattivante profumo ed il suo inconfondibile colore. Jacques (Jean-Marc Barr) e Enzo (Jean Reno), sono due bambini che adorano il mare. Vivono in un'isoletta greca e si divertono a stabilire primati di permanenza sott'acqua. Da grandi, dopo essersi persi di vista per molti anni, si ritrovano ed iniziano una loro speciale ma spettacolare sfida nei fondali marini. Ad ogni record raggiunto da Jacques ne segue un altro di Enzo e viceversa, finchè non accade qualcosa...
Jacques Mayol e Enzo Molinari (in realtà una trasposizione un pò romanzata e falsata di Enzo Maiorca), sono due personaggi forti, vivi, vibranti. Non lasciano spazio a molta immaginazione, li ritrovi lì sullo schermo e sono così ben definiti, delineati che non riesci ad immaginarli diversi. Il primo è un ragazzo bello, tecnicamente disciplinato, ma molto introverso, timido, a volte addirittura scontroso. Il secondo invece è il prototipo dell'italiano sbruffone, pieno di sé, tronfio, con poca tecnica ma tanta caparbietà. Eppure stanno bene insieme, sembrano quasi compensarsi, completarsi a vicenda. Tanto più uno è nostalgico, riservato, tanto più l'altro è fanfarone e vanitoso. Jacques sembra un tritone: il suo elemento è l'acqua, la sua famiglia i delfini. A lui riesce più facile nuotare che camminare, restare in silenzio piuttosto che parlare. Anche il suo rapporto con Johana (Rosanna Acquette) è difficile. Egli sembra quasi un asceta, è distaccato dal mondo reale, non riesce a gestire rapporti "normali". Per lui è naturale capire i cetacei, non gli esseri umani. Enzo al contrario è carnale, non pensa ad altro che a mangiare e godersi la vita. Si compiace di essere il campione, ama la sfida, l'adrenalina. L'unico suo scopo è quello di restare il migliore, ma non per questo disdegna avversari validi, anzi cerca il migliore, Jacques.
Girato nel 1988, "Le grand bleu" è divenuto in Francia un film cult, mentre in Italia la sua uscita è stata osteggiata per anni da Enzo Maiorca, che ha dato il nulla osta solo in seguito al suicidio dell'eterno amico-rivale Jacques Mayol.

Jacques Mayol, i Libri:

  • 'Apnea a -100...'', Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1976

  • 'L'abisso blu'', Firenze, ed. Giunti - Marzocco, 1977

  • 'Homo delphinus'', Firenze, ed. Giunti - Martello, 1979

  • 'I dieci re del mare - Sulle tracce di Atlantide nel triangolo delle Bermude'', scritto in collaborazione con Pierre Mayol, Torino, B. Boggero ed., 1982

  • 'L'uomo delfino - Storia e fascino dell'apnea'', Firenze, Giunti ed., 2002

L'ultimo tuffo ... (La repubblica del 23 dicembre 2001)

ISOLA D'ELBA - Il campione subacqueo francese Jacques Mayol si è suicidato nella sua casa di Calone, nel comune di Capoliveri all'isola d'Elba, dove viveva da molti anni. L'uomo, 74 anni, è stato trovato impiccato da un'amica vicina di casa, Marina Donati, 61 anni, che si era allarmata per non aver avuto risposta alla sua chiamata. E' accaduto ieri, ma la notizia è stata diffusa solo oggi.


Mayol era rientrato all'Elba, dal Giappone, da circa tre mesi e proprio due settimane fa era stato visto ad una premiazione nell'isola. Il corpo del campione è stato scoperto dalla Donati che ogni giorno andava a trovarlo nella sua villetta in riva al mare. Come faceva da 20 anni la donna, che aveva le chiavi perché nelle assenze del campione si occupava della sua casa, è entrata nel soggiorno a piano terra e ha trovato Mayol impiccato con una corda ad una trave del soffitto. La Donati ha chiamato subito i carabinieri di Capoliveri che hanno trovato una lettera a loro indirizzata con le ultime volontà. Poi il medico legale ha stabilito che la morte risaliva al pomeriggio di sabato. Successivamente il magistrato di Livorno, Antonio Giaconi, ha dato il nulla osta per la consegna del corpo ai familiari. I carabinieri hanno poi avvisato il fratello Pierre ed anche il legale dello scomparso, che abitano a Nizza. Il corpo di Mayol sarà cremato nei prossimi giorni a Livorno, come lo stesso campione ha disposto.
I motivi che hanno portato Mayol al gesto disperato forse sono legati alla depressione, di cui il campione soffriva da tempo e per questo era in cura da uno specialista. Ma fra i suoi amici e conoscenti nessuno pensava che la malattia si fosse così aggravata da poter sfociare nel suicidio. Tra chi è stato colto di sorpresa dalla decisione tragica di Mayol di farla finita, Umberto Pellizzari, amico ed "erede" (è lui il nuovo detentore del record mondiale di immersione in apnea a -131) del campione francese. "Lo avevo visto l'ultima volta a metà novembre, proprio nella sua casa dell'Elba e mi era parso giù - ha raccontato Pellizzari dal Brasile, dove è in vacanza e dove è stato informato della morte di Mayol dalla sorella Stefania. "Sapevo della depressione che lo opprimeva da qualche mese. Diceva di sentirsi solo - ha continuato Pellizzari - ma non avrei mai immaginato che potesse arrivare a compiere un gesto così. Non è possibile...".
"Sono profondamente addolorato per la morte di questo grande uomo e campione", è il commento di Gianluca Genoni, che si alterna con Umberto Pelizzari nel ruolo di primatista del mondo di immersione in assetto variabile. "Era stato il mio primo maestro - ha aggiunto - e da lui avevo imparato come la forza della mente ti può aiutare nella disciplina dell'apnea profonda. Con lui se ne va un pezzo di storia del nostro sport".




 

                         

   
   
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