FARI MARITTIMI
Sono costruzioni sulla costa per quanto possibile
cospicuo e in ogni caso rilevabile dal mare sia di
giorno sia di notte.
I fari possono essere eretti sul
litorale, sulle alture poco distanti dal mare, su
scogli, su isolotti e in mare su bassi fondali.
Il
faro marittimo è costituito da una struttura fortemente
sviluppata verticalmente (torre) sormontata da una
lanterna nella quale sono sistemate le apparecchiature
ottico luminose.
Per renderlo visibile e riconoscibile
di giorno, la costruzione è dipinta con colori che lo
fanno risaltare rispetto la costa circostante (bianco,
nere a strisce bianche e nere orizzontali ecc.).
Per renderlo visibile e riconoscibile
di notte esso emette lampi luminosi secondo un periodo
predeterminato chiamato caratteristica del faro.
Il numero e la durata dei lampi di luce che in determinati periodi di tempo, contraddistinguono ciascun faro, sono ottenuti:
- nei fari con maggior portata luminosa dalla rotazione dei fasci luminosi emessi da ottiche rotanti a pannelli lenticolari, nelle quali la sorgente luminosa è sempre accesa;
- nei fari con minor-portata luminosa, dalla successione, di accensione e spegnimenti della sorgente luminosa collocata nel fuoco di un'ottica fissa.
Le
luci dei fari sono sempre di colore bianco e le portate
nominali con media trasparenza atmosferica, sono
maggiori di 15 mg.
Le funzioni dei fari marittimi sono quelle di facilitare, per i naviganti, l'atterraggio nei punti costieri di destinazione, con i fari dotati di ottiche rotanti, aventi le massime portate nominali, fornire punti sicuri di riferimento per la verifica della navigazione con rotte d'altura.
ELENCO DEI FARI E SEGNALI DA NEBBIA
Di notte le luci emesse dai fari, dai
battelli-fanale, dai fanali e dalle boe e mede luminose,
definiscono in modo semplificato e piuttosto preciso la
costa, a tal punto che gli atterraggi sono spesso più
facili di notte che di giorno.
La
posizione e le caratteristiche dei segnali luminosi sono
riportate in tutti i loro dettagli nell’Elenco dei fari
e segnali da nebbia dell’I.I.M.M. (I.I.3134). Sulle
carte essi sono rappresentati da gocce colorate (color
magenta) e descritti in modo sommario.
Ogni segnalamento luminoso è caratterizzato dal suo colore, dal tipo, dalla fase e dal periodo.
Colore
Bianco, rosso, verde. Talvolta
vengono usati altri colori ma soltanto all’interno dei
porti e dei fiumi.
Tipo
I principali sono: a luce fissa, a
lampi. A luce intermittente, a luce scintillante.
A luce fissa: luce continua
d’intensità costante.
A lampi: i tempi di luce, detti
lampi, sono molto più brevi dei tempi d’oscurità.
A luce intermittente: i tempi
d’oscurità, detti eclissi, sono molto più corti dei
tempi di luce.
A luce scintillante: luce isofase
(con luce e oscurità di durata uguale) a frequenza
elevata (più di 60 periodi in Italia).
Fase
La suddivisione dei tempi di luce e
di oscurità dà la fase del faro.
Nei fari a luce intermittente, ad
esempio, si hanno tre tipi di fasi.
I tempi di luce tra le eclissi sono
sempre della stessa durata. Il faro è detto regolare, è
un faro a una eclisse.
Le eclissi, separate da brevi tempi
di luce, sono raggruppate in gruppi di due, tre o
quattro con un intervallo di luce più lungo separa da
questo gruppo l’eclissi isolata.
Il principio è lo stesso per le luci
a lampi.
Periodo
Il periodo è l’intervallo di tempo
entro il quale si svolge l’intero ciclo della
caratteristica del segnalamento. Per esempio se il
periodo di un faro è di 12 sec. questi si possono
contare:dalla prima eclissi del gruppo di tre
alla prima eclissi del medesimo gruppo che segue;
oppure:dall’eclissi isolata alla eclissi
isolata seguente, ecc.
RICONOSCERE UN FARO
Con visibilità buona i fari danno una
indicazione precisa e inconfondibile.
Per identificare un faro, bisogna
osservarlo con obiettività e determinare per prima cosa,
il più serenamente possibile, le sue caratteristiche.
Il colore è in linea di principio,
evidente. Tuttavia con foschia i fari a luce bianca
possono apparire rossastri.
Il
tipo della luce appare senza equivoci quando si tratta
di un faro a lampi o i uno scintillante. Alcuni fari a
luce fissa possono essere confusi con le luci della
città. Certi fari a luce intermittente hanno l’aria di
essere isofase e viceversa. Per determinare la durata
rispettiva dei tempi di luce e di eclissi il mezzo
migliore è quello di contare mentalmente (secondo il
proprio ritmo personale, ma di preferenza abbastanza
rapidamente affinché il conteggio risulti regolare).
La fase della luce si trova contando
nello stesso modo la durata delle eclissi (per un faro a
lampi) o delle luci (per un a faro a luce
intermittente).
E’ raro che si debba determinare il
periodo ( in quanto, di solito, c’è stata la cura di
evitare che, nella medesima zona, due fari differiscano
solo per il periodo). Se occorre togliersi un dubbio si
calcola il periodo contando in secondi (il contare
dicendo A1, A2, A3, ecc. dà, in generale, una
sufficiente precisione), oppure si utilizza un
cronometro.
Quando si sono così determinate le
caratteristiche del faro, si può cercarne il nome. E’
buona regola fare poi dei controlli (posizione rispetto
ad altri fari, rilevamenti) per ottenere la conferma
definitiva.
In particolare, l’indicazione della
portata luminosa dei fari segue spesso delle regole
secondo i paesi. Così, per i fari inglesi essa
corrisponde alla distanza alla quale sei può avvistare
il faro con una visibilità meteorologica di 10 miglia.
Il libro dei fari francese riproduce, senza adattarle al
sistema francese, le indicazioni dei documenti
originali.
La portata luminosa del settore
bianco di un certo faro è di 13 miglia. Ma sotto questa
cifra se ne trova un’altra: 12. Questa indica la portata
geografica del faro, cioè la distanza massima alla quale
il faro può essere visto sopra l’orizzonte apparente. La
portata geografica è indicata quando è inferiore alla
portata luminosa.
La portata geografica dipende
dall’altezza della marea e dall’altezza dell’occhio
dell’osservatore (la quale dipende a sua volta dalla
statura dell’osservatore e dalla misura della sua
barca).
Una tabella, all’inizio dell’libro,
permette di apportare le dovute correzioni all’altezza
dell’occhio dell’osservatore sul livello di riferimento.
L’elenco fornisce poi la descrizione
della struttura che sorregge la sorgente di luce, e la
sua altezza del suolo. Descrizione assai utile: di
giorno, i fari sono degli ottimi punti cospicui. Essa
evita anche che si cerchi una torre là dove la sorgente
luminosa è collocata nel solaio d’una casa o sulla
cuspide di un campanile.
Nell’ultima colonna si passa ai
dettagli. La scomposizione delle differenti fasi del
faro è spesso complicata: la descrizione dei settori e
dei loro limiti è però molto importante.
Attenzione: i settori sono indicati
dal mare, cioè i valori indicati sono quelli che rileva
il navigante.
Nell’ultima colona sono anche
fornite, secondo i casi, le informazioni riguardanti i
segnali da nebbia, i radiofari, la sorveglianza dei
fari.
AGGIORNAMENTO
Quando si acquista un ELENCO DEI FARI E SEGNALI DA NEBBIA, questo documento è obbligatoriamente accompagnato sia da un fascicolo di correzioni, sia da una busta contenente un fascio di fogli di rimpiazzo (fogli mobili). Nel primo caso, si sostituiscono puramente e semplicemente le pagine scadute con quelle nuove. Nel secondo caso, si tagliano e si incollano al loro posto le correzioni (non senza aver cancellato prima il testo scaduto). Per tenere in seguito l’opera aggiornata, bisogna procurarsi un fascicolo di correzioni Avviso ai naviganti che viene pubblicato con cadenza quindicinale.
FARI PARTICOLARI
Accanto ai fari normali esiste un
certo numero di fari di tipo particolare e tra questi:
I fari direzionali, nell’asse di un
canale. Questi fari hanno un fascio stretto e hanno
intensità maggiore al centro che sui lati.
I fari ausiliari, montati sulle
stesse strutture del faro principale che indicano un
pericolo particolare o un passaggio. Questi segnali sono
di potenza minore per essere visti solo da vicino.
Si possono ancora citare i fari alternati, che
presentano delle colorazioni successive differenti nella
stessa direzione; i fari aeronautici, spesso
occasionali, che generalmente emettono una lettera
dell’alfabeto Morse. Infine, certi fari a settori che da
un settore all’altro non cambiano di colore ma di fase


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