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Normative nautica da diporto

   
 

Author Alessio Floris


  Alessio Floris
 

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Unità da diporto


Le definizioni di base che regolano la materia sono inserite nell'art. 1 della Legge 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni, "Norme sulla navigazione da diporto".

Qualsiasi costruzione destinata alla navigazione da diporto, cioè quella effettuata in acque interne e/o marittime a scopo sportivo e ricreativo senza finalità di lucro, è definita unità da diporto. La stessa legge, al comma 4 del citato art.1, individua, però, anche una deroga alla definizione generale prevedendo l'utilizzo delle unità da diporto "mediante contratti di locazione e di noleggio e per l'insegnamento della navigazione da diporto, nonché come unità appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo".

Le unità da diporto si suddividono in tre categorie: natanti, imbarcazioni e navi da diporto.


Natante da diporto


I natanti da diporto sono unità da diporto:

  • a remi;

  • con lunghezza pari od inferiore a 10 m. (vedi nota);

Ai natanti da diporto non si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 232 a 375 del codice della navigazione.

I natanti non sono soggetti all'obbligo d'iscrizione nei registri presso gli Uffici deputati dello Stato, né a quello del possesso della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza. Ciò non toglie che chi lo desidera o ne ha necessità, possa iscrivere il natante; in questo caso, il mezzo è immatricolato nel registro delle imbarcazioni da diporto e di queste segue il regime giuridico.

I natanti da diporto hanno dei limiti di navigazione in base al tipo e all'esistenza o meno della "marcatura CE". (tabella limiti di navigazione)

In deroga, i natanti non marcati CE che effettuano allenamento o sono invitati a manifestazioni sportive, possono navigare senza alcun limite dalla costa. La stessa deroga è applicata ai natanti marcati CE, previa apposita autorizzazione della competente Autorità marittima. Le manifestazioni sportive, preventivamente comunicate alle autorità competenti, individuate dalla normativa sono quelle organizzate dalla Lega navale italiana, dalla Federazione italiana vela, dalla Federazione italiana motonautica e dai circoli nautici affiliati alle predette federazioni.

Il numero delle persone trasportabili a bordo dei natanti con marcatura CE è indicata nel "manuale del proprietario" (Cap. 4 para e), mentre per quelli non marcati CE è riportato nel certificato di omologazione rilasciato dall'Ente tecnico oppure è quello indicato nell'art. 13 del citato Regolamento recante norme di sicurezza per la navigazione da diporto.


Imbarcazione da diporto


Le imbarcazioni da diporto sono tutte le costruzioni destinate alla navigazione da diporto che hanno una lunghezza dello scafo compresa fra 10,01 e 24 m
Queste unità sono soggette all'obbligo dell'iscrizione e del possesso della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza.

L'iscrizione deve essere registrata presso le Capitanerie di porto, o gli uffici circondariali marittimi, oppure gli uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici autorizzati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Le imbarcazioni da diporto devono esporre la bandiera nazionale e sono contraddistinte dalla sigla d'identificazione (Cap. 3 para d.).

Alle imbarcazioni da diporto non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 274, 275, 276 e 277 del Codice della navigazione.

I limiti di navigazione delle imbarcazioni da diporto dipendono dalla categoria di progettazione se marcati CE, ovvero, per quelle non marcate CE, entro 6 miglia o senza limite in base alle caratteristiche di costruzione e lo stato di navigabilità, come riportato sulla licenza di navigazione.

Anche per le imbarcazioni da diporto valgono le deroghe enunciate per i natanti da diporto.


Nave da diporto


A questa categoria appartengono tutte le unità da diporto con lunghezza dello scafo superiore a 24 m. Anche per le navi da diporto sono obbligatori la registrazione e il possesso della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza per navigare. I registri d'iscrizione delle navi da diporto si trovano solo presso le Capitanerie di porto. Le navi da diporto devono esporre la bandiera nazionale e sono contraddistinte dalla sigla d'identificazione.


Unità navale storica (c.d.)


La nuova normativa riconosce le così dette unità navali storiche, cioè le navi e i galleggianti di cui all'art. 136 del Codice della Navigazione e le unità da diporto che, qualora abbiano più di 25 anni e rispondano ad almeno uno dei seguenti requisiti, sono considerate "bene culturale":

  • rappresentino un caso particolare per la peculiarità progettuale, tecnica, architettonica o ingegneristica della costruzione o per la scelta dei materiali impiegati;

  • abbiano raggiunto traguardi sportivi o tecnici che li abbiano resi conosciuti ovvero sono stati protagonisti di eventi particolari;

  • rivestano un interesse storico o etnologico o derivante dalle personalità che li hanno posseduti;

  • abbiano contribuito attivamente allo sviluppo sociale e economico del Paese;

  • siano fedeli riproduzioni di imbarcazioni storiche, purché utilizzate come strumenti sussidiari, illustrativi e didattici.

Come "bene culturale", le unità navali storiche, compresi i beni navali che ne siano dotazione od accessorio, sono disciplinate dalle norme contenute nel Decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.490.

Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sarà costituita una commissione che dovrà esprimersi sul possesso dei requisiti, sui provvedimenti adeguati alla conservazione del bene e sul possesso dei requisiti dei cantieri od artigiani autorizzati ad effettuare i restauri.


Altre definizioni


Fra i natanti da diporto sono comprese le "moto d'acqua", le "tavole a motore" e mezzi similari. Per le moto d'acqua od acquascooter bisogna rifarsi alla norma ISO 13590 che le individua come "natanti inferiori a 4 metri di lunghezza che utilizzano un motore a combustione interna, che alimenta una pompa a idrogetto quale fonte primaria di propulsione e che sono progettati per navigare con una o più persone a bordo in posizione seduta, in piedi o in ginocchio e al di sopra, piuttosto che non entro la delimitazione dello scafo".

Mentre, secondo la normativa, le tavole a motore sono considerate "natanti per trasportare un massimo di due persone, dotate di galleggiamento e di comandi per l'autoeliminazione dei guasti".



(nota) La modalità di misurazione delle unità da diporto, è quella "standard armonizzata" che deriva dalla Direttiva 94/25/CE, che detta norme in materia di progettazione, di costruzione e immissione in commercio, e che riferisce alla norma UNI EN ISO 8666: "La lunghezza dello scafo deve essere misurata con un piano che attraversa la parte più prodiera e l'altro la parte più poppiera dell'unità. (omissis). Questa lunghezza esclude le parti rimovibili che possono essere staccate in modo non distruttivo e senza influire sull'integrità strutturale dell'unità, per esempio alberi, bompressi, pulpiti a ciascuna estremità dell'unità, accessori della testa di ruota, timoni, motori entrofuoribordo, motori fuoribordo e relative staffe e piastre di supporto, piattaforme d'immersione, piattaforme d'imbarco, bottacci e parabordi.



 

                         

   
   
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