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Author Alessio Floris


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Vendere o comprare barche d'occasione è come andare per mare: tutto deve essere chiaro e ben visibile. Più di venticinque anni di esperienza nel settore della vendita imbarcazioni mi hanno confermato che solo la trasparenza può garantire la felice conclusione di una compravendita.
  Alessio FlorisMi occupo di vendita imbarcazioni con passione e chiarezza, una chiacchierata e un parere possono essere d'aiuto subito e allo stesso tempo mettere le basi di una futura collaborazione. Mi sono occupato in questi anni di tutti gli aspetti della vendita imbarcazioni raggiungendo un conoscenza completa del settore, sia si tratti di imbarcazioni a vela che di imbarcazioni a motore.
  Un consiglio: prova la vita di bordo prima di comprare una barca puoi  se vuoi noleggiarla insieme alla tua famiglia o ai tuoi amici.
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Sir Francis Chichester

Il 28 maggio 1967, migliaia di spettatori accolgono con entusiasmo il 65enne Francis Chichester quando il suo yacht “Gypsy Moth IV” entra nel porto di Plymouth dopo un giro del mondo in navigazione solitaria durato 9 mesi.
Il Gypsy Moth IV
Il navigatore inglese, che ha circumnavigato in barca a vela il Capo di Buona Speranza e il Capo Horn, ha percorso complessivamente 29.630 miglia marine, battendo diversi record. Non solo è riuscito a fare il giro del mondo in una piccola barca a vela (16,5 m) nei tempi più brevi mai realizzati, ma ha anche percorso il tragitto più lungo senza fare soste in porti intermedi (15.500 miglia marine). L’avventura di Chichester inizia il 27 agosto 1966, in condizioni decisamente sfavorevoli. Poco prima della partenza il velista subisce un incidente e si ferisce a una gamba, in modo tanto grave da poter a malapena camminare. Inoltre, non è soddisfatto della barca che ha costruito egli stesso per il viaggio (11,5 t), e che durante i test si è dimostrata poco maneggevole. Già il primo giorno dopo la partenza da Plymouth, Chichester viene colpito dal mal di mare e, come se non bastasse, si verifica un primo difetto nel dispositivo di comando automatico.

La rotta attraverso l’Atlantico porta il navigatore lungo la costa occidentale della Spagna e dell’Africa fino al Capo di Buona Speranza. Dopo averlo circumnavigato, Chichester prosegue verso est, diretto in Australia. Il primo porto in cui prevede di far sosta è quello di Sydney. Tuttavia, dopo aver oltrepassato il Capo di Buona Speranza, incontra tempeste e piogge violente. Nel resoconto del viaggio, Chichester scrive: «Entravano molto vento e molta acqua proveniente sia dal mare sia dalla pioggia violenta. Dovevo tenermi sempre ben saldo, perché la barca rollava e le onde si infrangevano sul ponte. Dopo aver ammainato le vele, mi sono sentito male e sono sceso in cabina per sdraiarmi e cercare di dormire. È stato inutile. Mi ero appena tolto la cerata, quando la “Gypsy Moth” ha cominciato a inclinarsi...». Tuttavia, superata la tempesta, l’11 settembre il navigatore inglese raggiunge la fascia dei tropici. I pesci volanti che a volte si abbattono sul ponte costituiscono una gradevole variante alla sua dieta.

Durante questo lungo periodo di solitudine, Chichester è spesso profondamente depresso, ma non si perde mai d’animo. Il 12 dicembre 1966, dopo 107 giorni in mare, raggiunge finalmente Sydney, in Australia. Durante la conferenza stampa da lui organizzata, un giornalista gli chiede quando si sia sentito più giù di morale, e Chichester risponde senza esitare: «Quando è finito il gin». A questo punto, Chichester ha perso più di 15 chili di peso ed è in cattive condizioni fisiche, ma non si lascia convincere a interrompere il viaggio. Il 29 gennaio 1967, affronta il tratto da Sydney a Plymouth, che lo porta ad attraversare Capo Horn e le isole Falkland. Dopo meno di 100 miglia marine, la sua imbarcazione viene travolta da uno dei temutissimi cicloni che spazzano il Mar di Tasmania, ma riesce a resistere. Nonostante il mal di mare che lo assale spesso durante le frequenti tempeste, dopo nove mesi di navigazione raggiunge Plymouth. Appena in tempo: dopo pochi giorni dal suo arrivo, viene ricoverato d’urgenza per un’ulcera intestinale. La regina Elisabetta II lo nomina cavaliere il 7 luglio successivo.

 

                         

   
   
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