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Sir Francis Chichester
Il 28 maggio 1967, migliaia di
spettatori accolgono con entusiasmo il 65enne Francis
Chichester quando il suo yacht “Gypsy Moth IV” entra nel
porto di Plymouth dopo un giro del mondo in navigazione
solitaria durato 9 mesi.
Il Gypsy Moth IV
Il
navigatore inglese, che ha circumnavigato in barca a
vela il Capo di Buona Speranza e il Capo Horn, ha
percorso complessivamente 29.630 miglia marine, battendo
diversi record. Non solo è riuscito a fare il giro del
mondo in una piccola barca a vela (16,5 m) nei tempi più
brevi mai realizzati, ma ha anche percorso il tragitto
più lungo senza fare soste in porti intermedi (15.500
miglia marine). L’avventura di Chichester inizia il 27
agosto 1966, in condizioni decisamente sfavorevoli. Poco
prima della partenza il velista subisce un incidente e
si ferisce a una gamba, in modo tanto grave da poter a
malapena camminare. Inoltre, non è soddisfatto della
barca che ha costruito egli stesso per il viaggio (11,5
t), e che durante i test si è dimostrata poco
maneggevole. Già il primo giorno dopo la partenza da
Plymouth, Chichester viene colpito dal mal di mare e,
come se non bastasse, si verifica un primo difetto nel
dispositivo di comando automatico.
La
rotta attraverso l’Atlantico porta il navigatore lungo
la costa occidentale della Spagna e dell’Africa fino al
Capo di Buona Speranza. Dopo averlo circumnavigato,
Chichester prosegue verso est, diretto in Australia. Il
primo porto in cui prevede di far sosta è quello di
Sydney. Tuttavia, dopo aver oltrepassato il Capo di
Buona Speranza, incontra tempeste e piogge violente. Nel
resoconto del viaggio, Chichester scrive: «Entravano
molto vento e molta acqua proveniente sia dal mare sia
dalla pioggia violenta. Dovevo tenermi sempre ben saldo,
perché la barca rollava e le onde si infrangevano sul
ponte. Dopo aver ammainato le vele, mi sono sentito male
e sono sceso in cabina per sdraiarmi e cercare di
dormire. È stato inutile. Mi ero appena tolto la cerata,
quando la “Gypsy Moth” ha cominciato a inclinarsi...».
Tuttavia, superata la tempesta, l’11 settembre il
navigatore inglese raggiunge la fascia dei tropici. I
pesci volanti che a volte si abbattono sul ponte
costituiscono una gradevole variante alla sua dieta.
Durante
questo lungo periodo di solitudine, Chichester è spesso
profondamente depresso, ma non si perde mai d’animo. Il
12 dicembre 1966, dopo 107 giorni in mare, raggiunge
finalmente Sydney, in Australia. Durante la conferenza
stampa da lui organizzata, un giornalista gli chiede
quando si sia sentito più giù di morale, e Chichester
risponde senza esitare: «Quando è finito il gin». A
questo punto, Chichester ha perso più di 15 chili di
peso ed è in cattive condizioni fisiche, ma non si
lascia convincere a interrompere il viaggio. Il 29
gennaio 1967, affronta il tratto da Sydney a Plymouth,
che lo porta ad attraversare Capo Horn e le isole
Falkland. Dopo meno di 100 miglia marine, la sua
imbarcazione viene travolta da uno dei temutissimi
cicloni che spazzano il Mar di Tasmania, ma riesce a
resistere. Nonostante il mal di mare che lo assale
spesso durante le frequenti tempeste, dopo nove mesi di
navigazione raggiunge Plymouth. Appena in tempo: dopo
pochi giorni dal suo arrivo, viene ricoverato d’urgenza
per un’ulcera intestinale. La regina Elisabetta II lo
nomina cavaliere il 7 luglio successivo.
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