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Storia geografia e fantasia

   
   
 

Author Alessio Floris


About:
Vendere o comprare barche d'occasione è come andare per mare: tutto deve essere chiaro e ben visibile. Più di venticinque anni di esperienza nel settore della vendita imbarcazioni mi hanno confermato che solo la trasparenza può garantire la felice conclusione di una compravendita.
  Alessio FlorisMi occupo di vendita imbarcazioni con passione e chiarezza, una chiacchierata e un parere possono essere d'aiuto subito e allo stesso tempo mettere le basi di una futura collaborazione. Mi sono occupato in questi anni di tutti gli aspetti della vendita imbarcazioni raggiungendo un conoscenza completa del settore, sia si tratti di imbarcazioni a vela che di imbarcazioni a motore.
  Un consiglio: prova la vita di bordo prima di comprare una barca puoi  se vuoi noleggiarla insieme alla tua famiglia o ai tuoi amici.
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La rivolta dell'Amistad

Amistad, una parola che in spagnolo significa amicizia, termine usato troppo spesso con semplicità, se non abusato, una parola che, al tempo stesso, trasuda sangue e storia, una storia oscura, mai raccontata nei testi scolastici, ma non per questo meno influente sugli avvenimenti futuri di tante altre a tutti note. "La Amistad", infatti, per uno strano scherzo della sorte, era una nave spagnola che, dietro il suo nome carico di speranza, nascondeva un carico umano: non schiavi, o figli di schiavi nati in qualche piantagione, il che, era il 1839, sarebbe stato consentito dalle leggi statunitensi, ma uomini liberi catturati con la forza in qualche lontano villaggio africano.

"I prigionieri giacevano a terra l'uno accanto all'altro, come un grande tappeto nero posato di fronte alla porta del deposito": con questa immagine comincia la storia degli ammutinati dell'Amistad, narrata nel 1853 da William Owens sulla base di documenti autentici. Una vicenda di lotta e speranza antischiavista, in cui, attraverso la fratellanza, Cinqué e i suoi compagni reagiscono allo shock della cattura in Sierra Leone, poi alla brutalità del viaggio verso l'America, costruendosi la strada per la libertà e affrontando infine illusioni e disillusione verso quei bianchi che li appoggiano in tribunale ma devastano loro la vita in Africa. Una storia di dignità e di orgoglio che sappiamo vive nei tanti fratelli che affrontano oggi i mari del nuovo, ancor peggiore, schiavismo. "Girovagando sul ponte l'occhio di Cinquè si posò su un chiodo staccato in un asse del ponte. [...] Comunicò in un sussurro i suoi pensieri a Burnah, Kimbo, Bato e Grabo e li toccò con il chiodo. Parlava di ammutinamento. Tutti poi, sussurrando tra loro in mendi, presero parte alla riunione."Dopo 18 mesi di reclusione in America per l'ammutinamento dell'Amistad, ironico amaro nome per una nave schiavista, in tribunale: "Sopraffatto dal senso del torto subito, dell'ingiustizia patita da lui e dalla sua gente, dal suo diritto sacrosanto di rompere ogni catena e combattere per la libertà, spazzata via ogni esitazione dalla tempesta di sentimenti che lo agitava, Cinquè cominciò a narrare con lentezza ed eloquenza, i tratti del volto animati dall'indignazione, la lunga storia dal momento in cui era stato rapito a Mani e poi venduto a Don Pedro sino alla notte dell'ammutinamento dell'Amistad." Il pubblico non aveva più bisogno di traduzione: "capiva dal viso di Cinqué, dalle sue mani che si agitavano a mimare una lotta o che andavano a stringergli la gola, che quell'uomo stava giustificando la sua lotta per la libertà. La sua voce in lingua mendi si alzò in un crescendo, per poi sfociare nelle parole inglesi: ‘Liberi! Lasciateci liberi!' [...] Nessuno in quell'aula poteva dubitare di aver visto un grande uomo in colui che era stato di volta in volta definito selvaggio, cannibale, negro, animale."

 

                         

   
   
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